“TREMONTI AMBIENTE” IL CONSIGLIO DI STATO DICHIARA ILLEGITTIMA LA SOSPENSIONE DELLA TARIFFA INCENTIVANTE DISPOSTA DAL GSE

Con recentissima ordinanza n. 67/2018 il Consiglio di Stato ha
dichiarato illegittima la sospensione del GSE disposta a seguito della
fruizione delle agevolazioni fiscali tremonti ambiente con la tariffa
incentivante erogata ai sensi del D.M. 5 maggio 2011 – IV Conto
Energia.
Dall’analisi dell’ordinanza si ricavano finalmente elementi di
particolare rilievo:
– Il Consiglio di Stato ha sollecitato il Ministero dell’economia e
delle finanze e il Ministero per lo sviluppo economico a prendere
posizione sull’oggetto del contendere.
– Il Ministero dell’economia e delle finanze ha declinato la propria
competenza ad esprimersi sulla questione della legittimità del
cumulo tra detassazione ambientale e tariffa incentivante
richiamando le indicazioni fornite dall’Agenzia delle Entrate con
la risoluzione n. 58/E/2016: la norma fiscale non prevede
alcun limite alla cumulabilità dell’agevolazione fiscale con altri
incentivi.
– Il Ministero dello sviluppo economico non ha riferito alcunché
circa le proprie valutazioni.
– Il GSE ha disposto la sospensione della tariffa incentivante,
erogata ai sensi del D.M. 5 maggio 2011 – IV conto energia sulla
base di un paventato divieto di cumulo sancito dall’art. 5,
comma 2, del D.M. 5 maggio 2011.
– Il Consiglio di Stato dichiara illegittimo il provvedimento di
sospensione della tariffa in quanto non viene ravvisata la
sussistenza del presupposto per la sospensione della tariffa
incentivante.
– Il Consiglio di Stato ha affermato che qualora vi sia un profilo
di illegittimità nel cumulo tra detassazione ambientale e tariffa
incentivante, il GSE non potrà disporre la revoca della tariffa
incentivante ma eventualmente solo una rimodulazione della
stessa sulla base della nuova formulazione dell’art. 42, comma
3, del decreto legislativo n. 28/2011 introdotta dall’art. 1, co.
960 della legge 205/2017.
– L’accoglimento del reclamo da parte del Consiglio di Stato
determina conseguentemente il fatto che il collegio giudicante
ha ritenuto sussistere tanto il fumus boni juris quanto il
periculum in mora.
Contrariamente a quanto espresso dal GSE con la news del 22
novembre 2017 dall’ordinanza n. 67/2018 emerge che il GSE avrebbe
contestato la violazione della norma di cumulabilità prevista dall’art.
5, co. 2 del D.M. 5 maggio 2011.
L’art. 5, co. 2 del D.M. 5 maggio 2011 prevede una specifica previsione
di cumulo tra tariffa incentivante e detrazioni fiscali. La detassazione
ambientale tuttavia non è una detrazione fiscale bensì una deduzione
fiscale.
La news del GSE in via preliminare afferma che la detassazione
ambientale in sede fiscale risulta in astratto essere fruibile con
riferimento a tutti quegli impianti realizzati entro il 25 giugno 2012.
Apparentemente l’affermazione del GSE potrebbe essere corretta in
considerazione dell’abrogazione della norma fiscale a far data dal 26
giugno 2012.
Tuttavia l’affermazione del GSE risulta essere errata. Il GSE non ha
tenuto conto della clausola di salvaguardia introdotto dal legislatore
nella norma di abrogazione prevista dal D.M. 83/2012.
Il legislatore con il disposto congiunto dell’art. 23, co. 7 e 11 del d.l.
83/2012 ha fatto esplicita salvezza dei procedimenti avviati
antecedentemente all’entrata in vigore della norma abrogatrice.
In sostanza per il principio del tempus regit actum la detassazione
ambientale è pacificamente fruibile per tutti gli investimenti il cui avvio
della realizzazione sia avvenuto entro il 25 giugno 2012. (CTP Bergamo
514/1/16, CTP Genova 737/1/17 e CTP Firenze 1189/2/17 passata
in giudicato).
Con la news del 22 novembre 2017 il GSE afferma che l’art. 19 del
D.M. 5 luglio 2012 (V Conto Energia) avrebbe consentito
espressamente la possibilità di operare il cumulo della detassazione
ambientale con la tariffa incentivante del I e del II Conto Energia.
Anche in questo caso le affermazioni del GSE non risultano corrette.
In effetti l’art. 19 del D.M. 5 luglio 2012 reca una interpretazione
autentica rispetto al solo art. 9, comma 1 primo periodo del D.M. 19
febbraio 2007 (II Conto Energia). L’estensione della cumulabilità
limitata nei limiti del 20% non trova quindi il riscontro affermato dal
GSE relativamente al I Conto Energia.
Il GSE afferma che il legislatore ha introdotto con l’art. 5, co. 1 del
D.M. 6 agosto 2010 (III Conto Energia) un elenco tassativo di incentivi
e benefici cumulabili con la tariffa incentivante, tra i quali non rientra
la detassazione ambientale.
Ma ancora una volta ciò non è esatto e lo stesso wording risulta anche
dai successivi decreti relativi ai Conti Energia IV e V (CTP Brescia n.
632/1/17).
A tal riguardo si precisa che sinora l’Agenzia delle Entrate non ha
posto in essere alcuna procedura per la rinuncia e/o la restituzione
dei benefici fiscali goduti.
Viceversa la Cassazione si è pronunciata in più occasioni sulla portata
dei chiarimenti resi dalla pubblica amministrazione. Con ordinanza n.
25905/2017 la Cassazione ha affermato come i documenti di prassi,
tra i quali deve inquadrarsi anche la news del GSE del 22 novembre
2017, non possono alterare il dettato normativo e/o introdurre
maggiori oneri a carico del contribuente rispetto a quanto previsto
dalla legge.
Infine si rappresenta come in sede fiscale i giudici siano già stati in
più occasioni chiamati a pronunciarsi sulla possibilità di cumulare la
detassazione ambientale con la tariffa incentivante e si riscontra una
consolidata giurisprudenza favorevole al contribuente. (CTP Milano
4119/16/16 passata in giudicato, CTP Milano 2536/21/17 passata in
giudicato, CTP Milano 5001/11/17 passata in giudicato, CTP Genova
737/1/17; CTP Genova 973/5/17, CTP Genova 1345/1/17, CTP
Ancona 328/2/17 passata in giudicato, CTIGD Bolzano 171/2/17,
CTP Bergamo 284/4/17; CTP Cuneo 229/1/17, CTP Cuneo
307/1/17; CTP Cuneo 179/2/18; CTP Cuneo 180/2/18; CTP Arezzo
384/2/18; CTP Roma 6686/41/18; CTP Prato 115/2/18; CTP Brescia
632/1/17, CTP Brescia 301/1/18; CTP Brescia 315/1/18, CTR
Lombardia 3656/45/16).
In questo contesto si può affermare come la detassazione ambientale
risulti pacificamente cumulabile con la tariffa incentivante erogata ai
sensi di tutti i conti energia.
Il GSE ha ritenuto di pubblicare una news finalizzata ad ottenere una
indebita rinuncia “volontaria” da parte dei soggetti responsabili per
evitare un contenzioso in sede amministrativa nell’ambito del quale
risulterebbe pacificamente soccombente (vedasi l’ordinanza del
Consiglio di Stato di cui stiamo parlando).
Avv. Francesca Bisaro
LegisLab

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